Mi mancava la montagna, ci mancava la montagna. Quella meravigliosa sensazione di benessere e tranquillità che ti regala. Dopo più di un mese fra zone arancioni, rosse e minacce varie, dovevamo scappare fra le nostre montagne, anche perché fuori dal Veneto non ci possiamo andare, ed era già tirato il fatto di essere potuti salire fin qua.
Sono sincera, siamo andati molto a caso. Anche la scelta dell’alloggio è stata meno minuziosa del solito, tanto è praticamente tutto chiuso! Come spesso facciamo, guardiamo su Booking, e ho trovato interessante un B&B a Padola, prezzo buono visto anche il periodo e considerando che sono tra i pochi ad essere aperti avrebbero potuto decisamente giocarci molto di più! Così capitiamo al B&B al Castel, gestito dalla simpatica Ornella con la quale è stato veramente un piacere chiacchierare e cogliere molti consigli su cosa poter fare nonostante tutte le limitazioni causa Covid. La stanza è bella ampia (siamo capitati in una quadrupla, con letto matrimoniale più divano letto) luminosa e un bagno spazioso e con ogni confort ( pensate perfino con la finestrelle e non cieco! cose rare in giro). Ornella ci spiega subito che nella saletta della colazione possiamo comportarci come se fossimo a casa nostra: a disposizione c’erano una serie infinita di tisane e te a disposizione degli ospiti. Inoltre sempre vista l’impossibilità di cenare fuori, si poteva tranquillamente prendere il take away e consumarlo in loco cosa che abbiamo fotto ordinando una pizza nel ristorante bar Skay in centro a Padola, dietro la chiesa. Pizza buona, forse un po’ piccolina per come siamo abituati noi ma niente da ridere sul resto.
Padola ci è sembrato veramente un paese molto carino, sarà che era no coperto, di più di neve, che rendeva il tutto ancora più incanto e affascinante, sarà che di gente non ce ne era, ma ci siamo proprio goduti la camminata che si snoda a partire dal centro del paese (in pratica di dietro il Risto Bar Skay e dove c’è lo stadio dello sci da Fondo anche quello da approfondire in un prossimo viaggio) fino a Valgrande. Camminata in piano, circa 4 km (8 andata e ritorno) molto semplice ma suggestiva vista la quantità industriale di neve che c’è in questo momento. Unico neo ad un certo punto si è costretti ad uscire dal sentiero dedicato ai pedoni ( specifico: i pedoni hanno una strada ben definita da seguire, in quanto ce n’è un’altra ma è dedicata esclusivamente a chi fa sci da fondo) e si deve camminare in strada, per almeno un 600/700 metri (loro dicono 500 ma no, sono di più). Il panorama comunque è fantastico! La camminata da Valgrande potrebbe proseguire fino al rifugio Lunelli, ma noi abbiamo fatto dietrofront e siamo tornati verso la macchina.
Ci siamo ripromessi di tornare a Padola, in tempi migliori di questo ovviamente (basta anche solo aspettare di tornare tutti in zona gialla) per vederla e viverla con un mood diverso da parte di tutti!












